Celestino Tabasso 1 giugno 2013

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“Buone idee per l’Isola? Te le racconta TED” di Celestino Tabasso.

Chiunque abbia bisogno di un’informazione oggi – e non da oggi – può trovarla su internet. Dal tutorial per imparare a spuntare la frangetta al cane fino alla lezione di astrofisica. A fare la differenza in questo mare di conoscenza liquida è il marchio, o comunque l’autorevolezza, la credibilità di chi propone il suo punto di vista agli utenti della rete.
Per questo è rilevante che da ieri le idee sarde viaggino a bordo delle Ted Conference: è come se gli spunti di riflessione, ma anche e soprattutto le proposte operative per fare dell’isola un posto migliore, venissero veicolate da un franchising culturale, chiamiamolo così.
Le Ted nascono un quarto di secolo fa in California in un ambiente piuttosto liberal , ispirate da persone come Al Gore – già vicepresidente di Clinton e poi uomo simbolo della sensibilizzazione alla causa ecologista. L’idea è di quelle che a noi europei decadenti e smaliziati strappano un sorriso per il loro positivismo ingenuo, e poi spesso si rivelano invece ispirate al più concreto ed efficace degli idealismi. Le conferenze servono cioè a mettere a fuoco e diffondere rapidamente “idee utili”, modelli di sviluppo virtuoso, pizzichi di lievito per far crescere la comunità. Due regole ferree. La prima: se hai qualcosa di intelligente da dire devi saperlo fare in un quarto d’ora, massimo 18 minuti. La seconda: se prendi la parola nell’interesse comune, allora devi farlo gratis e senza pubblicizzare neppure indirettamente un prodotto.
Con l’esplosione dell’era digitale inevitabilmente la dimensione delle conference cambia: da piccoli ambienti con un uditorio selezionato piuttosto severamente approdano sul web, e qui la elite degli ascoltatori si seleziona da sé, in base agli interessi e alle speranze di ciascuno. Le Ted si diffondono per il mondo, mano a mano che la casa madre valuta e autorizza i gruppi a usare il brand per farsi portavoce di idee innovative. È dopo aver seguito questo percorso – che comprende una selezione piuttosto severa – che ieri nella sede cagliaritana di Legacoop la Infomouse ha presentato le prime Ted conference sarde, realizzate in collaborazione con la SCS di Ottavio Nieddu, col contributo della Fondazione Banco di Sardegna, e già online all’indirizzo www.tedxviatirso.com. A unirle – spiegava ieri Carlo Salis, che per primo ha ipotizzato lo sbocco sardo sul bacino delle Ted e del loro milione di contatti quotidiani – sono due comuni denominatori: la volontà di cooperare, «come un moderno Fortza Paris», e la scelta pasoliniana di sottrarre la tradizione alla muffa dei tradizionalisti. Per questo – e in nome della «cooperazione fra luoghi e persone» di cui parlava l’amministratore di Infomouse Cristiana Casu – le conferenze sono e saranno per la maggior parte in sardo con sottotitoli.
Quelle presentate ieri sono “I vantaggi cognitivi del bilinguismo” di Silvano Tagliagambe, “Plurilinguismo e infanzia” di Gianni Loy, “Pastorizia e cooperazione, l’unione fa impresa” di Renato Illotto e “Sardex, la moneta cooperativa” di Carlo Mancosu. Quattro modi per spiegare che – in pedagogia come in economia – un modello sardo è possibile e prezioso. Basta pensarci.

Celestino Tabasso
L’Unione Sarda 1/6/2013 pag. 43

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TED e TEDx cos' è?

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